Dott.ssa Teresa Ragusa +(39) 328.4061715
Psicologo Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Breve

Intervista ad una psicologa

Voglio proporre un argomento molto delicato e grave ma necessario per sensibilizzare chi è interessato. L’argomento lo propongo con l’intervista fattami da una studentessa in occasione di una ricerca per la maturità al corso di studi socio sanitario.

INTERVISTA:
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Chi dovrebbe denunciare la situazione di disagio in cui si trova il minore?

R Il genitore non responsabile del maltrattamento, i servizi sociali, le autorità scolastiche e chiunque rivesta il ruolo di pubblico ufficiale, deve segnalare alla Procura dei Minori.


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Chi sono le persone e quali gli strumenti per rilevare il maltrattamento?

R Medici, neuropsichiatri, pediatri, ginecologi, psicologi e altri specialisti nel campo della medicina che con i loro strumenti di laboratorio e diagnostici possono determinare la gravità del danno e le eventuali cause che l’hanno provocato.


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Quali strumenti diagnostici vengono in genere utilizzati per identificare quale tipo di abuso il bambino ha subito?

R Radiologie, pap- test, esami sui liquidi biologici e altro, ecografie ecc…


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A suo parere i traumi subiti dal bambino sono sempre e comunque irreversibili o esistono degli appropriati interventi di recupero?

R E’ possibile il recupero se la prognosi sui genitori è favorevole, ovvero si ravvisano oggettivamente le assunzioni di responsabilità genitoriale; in caso di prognosi sfavorevole dei genitori il minore non si può recuperare, perché la negazione della sua sofferenza, non assumendosi le responsabilità, lo condannano a una vita di sofferenza. Inoltre ci vogliono programmi terapeutici personalizzati a seconda del maltrattamento subito, dell’età del minore, dei tempi e delle modalità più consone, e degli interventi sugli stessi genitori.


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Quali sono i giusti interventi da attuare nei confronti delle famiglie abusanti?

R Innanzitutto l’esplicitazione chiara e inequivocabile sulle parti in causa di riferire all’autorità giudiziaria; il CBM ha infatti sperimentato, ai suoi inizi, che in assenza di denuncia al Tribunale dei Minori, ogni intervento su queste famiglie falliva e il terapeuta sentiva che una denuncia a causa del fallimento diveniva un’ “arma di vendetta”; fu così che gli esperti del CBM definirono una linea di intervento che fosse principalmente la segnalazione al Tribunale dei Minori.


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Pensa che i servizi sociali siano in grado di svolgere un’adeguata azione di diagnosi, prognosi e trattamento?

R La realtà che si presenta non è uniforme poiché non sempre questi servizi hanno al loro interno persone con una formazione adeguata alla gravità di queste problematiche, viceversa vi sono servizi che al loro interno perseguono con impegno gli aggiornamenti in materia e si avvalgono di consulenti esperti del settore. Questo sembra riflettere senz’altro più un problema di risorse economiche delle singole realtà che non il disimpegno, però non si può escludere che vi possa essere anche una componente di pregiudizio soprattutto per quanto riguarda l’abuso sessuale e quando il pregiudizio è che sia sufficiente la condanna del o dei responsabili.

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